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Succede di pensarsi aride e magari ci si sbaglia. I nuovi sistemi diagnostici aiutano a fare chiarezza sulla nostra personalità epidermica.

Quanti segreti ha la pelle?
Marie Claire - Maggio 2004

È quasi un concetto filosofico legato alla differenza, spesso presente, fra la percezione che abbiamo di noi stesse é la realtà. Ci spieghiamo: c'è chi crede di avere la pelle grassa per la sporadica presenza di brufoli, pori dilatati e lucidità varie, quasi sempre legata a stress e a stile di vita disordinato, e passa la vita a esfoliare, pulire, applicare maschere argillose asciugatutto, senza fare i conti con l'effetto rebound (la pelle, in calo di lipidi, per dispetto produce e "butta fuori" più sebo del normale). Poi ci sono quelle che si super-idratano, perché una pelle ben nutrita è il primo passo per evitare lo spettro rughe, salvo poi ritrovarsi, a metà giornata, la faccia come uno specchio. Conoscere la carta d'identità della propria pelle è fondamentale per mantenerla sana, ma anche, più prosaicamente, per fare acquisti mirati, dato che, diciamolo, comprare i pezzi-base per la beauty routine è diventato un mini investimento. I modi per scoprire la propria natura variano e seguono le nostre abitudini: c'è chi sceglie la profumeria e chi si affida al medico.


Indagine ad alta precisione

In punti selezionati è da poco disponibile Diagnos Expert, il sistema diagnostico Lancome. L'approccio iniziale è verbale: dopo un colloquio con la beauty consultant, parte l'analisi con Scientific Skin Diagnostic System, sofisticato sistema computerizzato. Una telecamera ingrandisce di dieci volte e rivela (impietosamente) i segni di espressione e la loro profondità, un ulteriore strumento espande di 60 volte la superficie cutanea e indaga con la luce polarizzata su ciò che avviene in profondità: leggi dilatazione dei pori e dei vasi capillari, distribuzione della melanina (importante per verificare macchie brune). Segue l'analisi con l'elastometro che misura compattezza e tonicità cutanea e con il corneometro, per vedere il livello di idratazione. Quindi una sonda con mini tamponi monouso rileva la quantità di sebo presente nelle varie zone del viso. I dati sono elaborati e paragonati con i parametri di una pelle in buone condizioni della stessa fascia d'età. Dopo pochi secondi si materializza un grafico con indicazioni sul tipo di prodotti da utilizzare. Analoga scelta tecno-scientifica per Shiseido. La casa giapponese ha messo a punto il Muhi-Micro Sensor, apparecchiatura high tech per un esame accurato della superficie cutanea e del cuoio capelluto che individua anche i depositi di melanina e la fragilità capillare.


Un referto medico

Strumentale, ma soltanto quando occorre, la diagnosi cutanea effettuata dai dermatologi dell'Ide (Istituto dermatologico europeo). «In questo caso l'analisi è effettuata in un ambiente climatizzato privo di influenze esterne e su pelle rigorosamente detersa». Oltre agli strumenti "classici", ce n'è uno che valuta la traspirazione cutanea, ovvero il tasso di evaporazione dell'acqua (e quindi l'idratazione). «A nostra disposizione ci sono tecnologie sempre più all’avanguardia”, afferma Antonino Di Pietro, presidente dell’ISPLAD, associazione di dermatologia plastica (www.isplad.org). “Come il test che misura la reattività cutanea: si applica con un pennellino l'acido lattico e si analizza il livello di arrossamento. C'è anche la "Videodermatoscopia", esame approfondito della cute con un apparecchio collegato a una telecamera dotata di un microscopio che ingrandisce fino a 200 volte, mentre la pelle è "messa in luce" grazie all'epiluminescenza. In questo modo è possibile esaminare lo stato di salute dei capillari, fondamentale per una sana circolazione. In pratica, è come leggere un libro attraverso la copertina». Lo "Stripping", invece, è un'impronta che rende la regolarità della trama cutanea. Si esegue applicando sulla pelle una goccia di cianacrilato (banale colla) o di smalto trasparente per unghie. si appoggia un vetrino, si lascia asciugare per qualche secondo, si stacca e si osserva con lente o microscopio l'impronta dello strato corneo. Tutti questi esami strumentali restituiscono dati apparentemente "freddi" che acquistano però valore se interpretati e accompagnati dall'occhio del medico.

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