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di Ivano Luppino

Presente e futuro del Laser Erbium:YAG
di Ivano Luppino
L’introduzione nella pratica clinica delle potenzialità della luce laser ha aperto nuovi orizzonti nel trattamento di parecchi inestetismi cutanei e delle mucose che altrimenti avrebbero richiesto diverse approcci terapeutici più aggressivi, meno precisi e con maggiore dolorabilità.
E’ certo che la stessa luce laser richiede la perfetta conoscenza delle interazioni biofisiche tra la sorgente e la pelle e la sua utilizzazione necessita di ottima manualità e, soprattutto, giusta scelta delle indicazioni.
Questo significa anche che esiste una sorgente laser per ogni specifico problema o problemi affini ed ognuna di esse va effettivamente utilizzata seguendo queste linee guida.
Il laser Erbium, ultimo nato nella famiglia delle emissioni infrarosse (non visibili), ha visto accrescere notevolmente le sue indicazioni di utilizzo proprio perché recente nell’introduzione ha svelato gradualmente le sue potenzialità.
La sua caratteristica principale, che lo rende ”soft”, è legata alla sua altissima affinità per l’acqua della pelle e questo fa sì che possa esercitare la sua azione in modo poco invasivo, poco doloroso e con recupero veloce .
Tutto ciò ha decretato l’ampia diffusione di questo laser soprattutto nell’ambito del ringiovanimento cutaneo con particolare riguardo alle rughe periorbitali e peribuccali per le quali il risultato è garantito, nella loro eliminazione, per anni.
Un’applicazione oltremodo interessante del laser erbium è il trattamento delle cicatrici post-acneiche, esito delle forme gravi di acne cistica dopo trattamento con farmaci, quali l’Isotretinoina, capaci di agire attivamente sulla forma attiva acneica.
L’Erbium ottiene risultati validissimi per questo inestetismo con ampia soddisfazione del paziente
(foto 1 e 2) attuando una vera e propria spianatura delle depressioni cicatriziali e riducendo così la profondità delle lesioni.

Altre indicazioni di questa sorgente laser sono:
· Xantelasmi, placchette di color giallo camoscio alle palpebre superiori e/o inferiori determinate da un accumulo di colesterina (foto 3 e 4).

· Verruche volgari e piane del viso.
· Idroadenomi palpebrali, che si presentano come piccole rilevatezze solide, al bordo palpebrale inferiore.
· Cheratosi seborroiche ed attiniche.
· Cicatrici da varicella.
· Lentigo simplex del dorso delle mani, forme molto comuni secondarie alla stimolazione solare (foto 5 e 6).

Ma se quanto finora esposto rappresenta il presente delle applicazioni del Laser Erbium il futuro ci riserva qualcosa di inaspettato, nel campo del foto-ringiovanimento. Partendo dal presupposto che le lesioni tipiche del foto-invecchiamento sono a carico della porzione più interna della pelle (Derma) si è pensato di oltrepassare la parte più esterna (epidermide) preservandola, ed arrivare a determinare il miglioramento totale della pelle foto-danneggiata colpendo solo la zona di pelle interessata. Ciò consente, al laser ad Erbium, di svolgere un’azione minimamente ablativa, risparmiando i tempi di recupero, che diventano brevissimi e stimolando il collagene a diventare più compatto, promuovendo, altresì, una sua produzione ex novo, donando alla pelle più lucentezza, più turgore, più resistenza nel tempo. Questa nuova tecnica, che può essere utilizzata su zone di cute particolarmente delicate quali collo, braccia, mani, scollato, ove altri tipi di laser (CO2) non sono indicati, in combinazione con metodiche superficiali e già ampiamente affermate (Lasypeel) può condurre a quei risultati auspicati dai pazienti e, perché no, dagli stessi Operatori.

Dott. Ivano Luppino
Dermatologo Plastico a  Milano, Roma, Catania
Responsabile Nazionale Dipartimento Laser

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