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di Francesco Bruno

Il fico d’India per l’eterna giovinezza?
di Francesco Bruno
Si dice che questo squisito frutto sia giunto in Europa con Cristoforo Colombo di ritorno dalle Americhe. Invece ancora prima, nell’827, i Saraceni lo importarono in Sicilia quando sbarcarono a Mazara.
Il fico d’India è ricco di zuccheri biodisponibili, calcio, fosforo e vitamine. Anche le pale (cladodi), possono essere utilizzate per il loro effetto diuretico, d’eliminazione dei calcoli renali e d’abbassamento del tasso di colesterolo ematico.
Ma l’effetto più importante del fico d’India è la sua azione antiossidante ed antiradicali liberi. Le sostanze antiossidanti sono rappresentate essenzialmente da due composti betalainici : la betanina rosso-porpora e l’indicazantina gialla, con potere riducente molto elevato.
La loro capacità anti-radicali d’origine chimica è superiore a quella del Trolox, l’analogo chimico idrosolubile della vitamina E, uno dei principali antiossidanti biologici.
Studi in vitro, hanno inoltre dimostrato che betanina e indicazantina, sono in grado di fornire una marcata protezione, sia alle cellule, sia alle lipoproteine LDL umane con azione antiossidante. Questo meccanismo d’azione si traduce in un’azione antiaterogena.

In vivo
Se si assumono nel contesto di una dieta normale, circa 6 frutti al giorno (500 grammi di polpa) per tre settimane, si assiste a:
- un marcato aumento di antiossidanti plasmatici di vitamina C ed E;
- una riduzione dei livelli ematici di malondialdeide e isoprostani, tipici prodotti della ossidazione di materiale organico.
I meccanismi di protezione attraverso i quali i costituenti del fico d’india agiscono sull’organismo, non sono ancora perfettamente conosciuti. Le quantità di antiossidanti contenuti nel frutto non possono assolutamente giustificare l’aumento ematico riscontrato. Di conseguenza questi risultati indicano che i componenti attivi, assorbiti e resi biodisponibili, possono offrire una protezione dei sistemi antiossidanti organici operando a diverso e più alto livello.
Il consumatore troverà nel fico d’India un frutto nutriente, dissetante e pieno di componenti con importanti attività per il mantenimento dello stato di salute, la cura di vari processi morbosi, il rallentamento dei processi d’invecchiamento cellulare, la prevenzione di tutte le patologie che hanno alla base uno stress ossidativo.

Dott. Francesco Bruno
Dermatologo Plastico a Palermo
Segretario Scientifico ISPLAD
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