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TRIBUNALE DI MILANO

Rivoluzione in corsia, il paziente deve provare l’errore del medico
La sentenza che ribalta l’orientamento dei giudici. Per fare causa al sanitario ci saranno cinque anni di tempo e non più dieci
Il Tribunale Civile di Milano, con una sentenza di primo grado rivoluzionaria, individua il rapporto tra medico e paziente come EXTRACONTRATTUALE.

Ciò determina cambiamenti radicali, per una volta a favore della classe medica, e cioè :
1) in caso di contenzioso la prescrizione nel termine di cinque anni anziché dieci;
2) onere della prova a carico dell'attore (paziente) anziché del convenuto (medico).

Trattasi di sentenza di primo grado che quindi ci auguriamo possa essere riconfermata negli eventuali successivi gradi di giudizio, ma che comunque traccia una tendenza innovativa nell'interpretazione della responsabilità medica in ambito civile.

Di seguito l'articolo col quale il Corriere della Sera ne dà notizia.

A questo link, invece, trovate l'intervento del presidente di AMAMI, Maurizio Maggiorati, su "Il Giornale" dello scorso 14 ottobre, circa la sentenza del Tribunale di Milano che pone limiti alle cause ai medici.

Marina Romagnoli

Luigi Ferrarella, Corriere della Sera, 13 ottobre 2014
Nelle cause civili di malasanità, ricade sul paziente l’onere di provare la colpa del medico, e per agire in giudizio ci sono non più dieci anni di tempo ma solo cinque: con una sentenza che cambia un ventennio di giurisprudenza italiana il Tribunale di Milano rivoluziona il sistema della responsabilità civile da«malpractice medica» a seguito della legge Balduzzi del 2012, alleggerisce i rischi gravanti su centinaia di migliaia di medici ospedalieri, e determina due importanti novità per i pazienti in causa... LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SUL SITO DEL CORRIERE
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