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di Ivano Luppino

Fotoringiovanimento e laser frazionato CO2 ultrapulsato
Il fotoringiovanimento con alta tecnologia laser rappresenta uno dei più recenti trattamenti di cui i pazienti possono oggi usufruire. L’utilizzo della luce laser è da considerare  una scelta valida per chi vuole procedere ad una revitalizzazione cutanea che consenta un miglioramento evidente della propria immagine. Il laser costituisce, infatti,  già da molti anni, una scelta quasi obbligata nella gestione dei danni solari cutanei e consente, se in ottime mani, di dare  buon rinfresco cutaneo e di essere poco doloroso, minimizzando l’assenza dal sociale.
L’introduzione, nella pratica clinica, dei laser ablativi (CO2 ed Erbium) ha consentito, da tempo, un approccio più diretto al fotoringiovanimento, in quanto l’eliminazione di porzioni più o meno estese di cute conduceva ad un evidente miglioramento della rugosità e della tramatura cutanea mentre si determinava un evidente contrattura della superficie cutanea che perdurava per parecchi mesi, con ampia soddisfazione del paziente.
Ma negli ultimi anni sono sempre più venuti a galla alcuni limiti di questa terapia, quali rossori anche intensi per parecchie settimane, difficoltà nella gestione delle proprie attività  sociali ed iperpigmentazioni transitorie.

 

Senza dubbio alcuni di questi problemi hanno trovato soluzione nell’utilizzo della nuova tecnologia laser  “frazionata” che ha riscontrato un notevole successo, per alcune indicazioni, quali il  fotoringiovanimento di media gravità,  eliminazione delle macchie scure superficiali e delle cheratosi attiniche e seborroiche.
Questa miglioria tecnologica prende nome proprio dalla possibilità di frammentare l’impulso laser rilasciato, permettendo al tessuto colpito di ricevere tutti i benefici del trattamento laser e ridurre al minimo il disagio che può derivare dall’utilizzo di una sorgente laser ablativa.
In effetti la tecnologia frazionata può essere consentita sia per laser ablativi (CO2, Erbium 2940 nm) oppure per laser non ablativi i quali, però, almeno nella gestione del fotoringiovanimento, non possiedono le capacità evidenti del CO2 ultrapulsato.
E’ vero, infatti, che la tecnologia FRAZIONATA “non ablativa” necessita di più sedute con margini di soddisfazione dei pazienti ridotti se in rapporto ai frazionati ablativi.
Secondo la nostra personale esperienza il frazionamento ablativo con CO2 ultrapulsato possiede quei requisiti di affidabilità strumentale ed operativa che  Medico e paziente richiedono per la gestione del fotoringiovanimento cutaneo.
Sarà necessaria, infatti, solo una seduta laser della durata di circa venti minuti, con applicazione solamente di anestetici in crema per trattare l’intero viso.
Il paziente dovrà assumere, nei giorni precedenti la sessione laser, esclusivamente un antivirale per os, in quanto la cessione di calore da parte del laser frazionato, peraltro utile per la contrazione del collagene dermico, potrà rendere  manifesta un infezione erpetica latente.
Durante l’intervento laser il paziente avvertirà una sensazione di bruciore che perdurerà, al massimo, per tre ore lasciando un eritema che il giorno dopo tenderà a virare verso il bruno scuro permettendo tra il 3° e il 5° giorno, anche con l’apposizione di adeguate creme, di eliminare, attraverso una superficiale desquamazione la parte di cute impattata dal laser frazionato.
Il risultato sarà particolarmente evidente permettendo di realizzare quella “spazzolatura” decisa della cute del viso capace di ridare ai pazienti luminosità e tramatura di superficie ormai andate perdute mentre l’effetto, durevole nel tempo, permetterà alla tecnologia “frazionata” di essere caposaldo di un quadro terapeutico scientificamente sempre più avanzato.

Dr. Ivano Luppino
Dermatologo a Milano e Catania
Resp. Naz. Dipartimento Laser dell'ISPLAD

 
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