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di Giuseppe Parodi

Nevo di Becker: via col laser

Il nevo di Becker è una condizione cutanea caratterizzata da ipermelanosi e ipertricosi a disposizione unilaterale, a patogenesi ignota (1), che comincia nell'età giovanile e persiste a tempo indefinito.
Per quanto sia una formazione benigna, la sua rimozione è richiesta per ragioni estetiche ed è divenuta possibile recentemente in seguito alla introduzione della laserterapia.
E' con l'avvento dei laser q-switch, infatti, cioè con laser in grado di lavorare nel range dei nanosecondi e in grado quindi colpire selettivamente i melanosomi, che si comincia a parlare del trattamento del nevo di Becker senza intervento chirurgico. Nel 1998 Raulin ed altri (2) descrissero l'efficacia del laser q-switch a rubino nel trattamento di questa formazione con un numero di sedute dalle tre alle dieci da effettuarsi a cadenza mensile, rilevando comunque la possibilità di ipo e iperpigmentazioni come effetto collaterale. Essendo il laser q-switch poco efficace nella rimozione del pelo a lungo termine, la depilazione contestuale veniva affidata ad un sistema di luce pulsata. Ancora prima era stata riportata l'efficacia di questo laser (3) nel trattamento delle formazioni pigmentate cutanee, con un a leggera prevalenza del q-switch rubino rispetto al neodimio yag.
E' sempre del 1998 un fondamentale articolo della Alster (4) sul trattamento del nevo di Becker con il laser rubino non q-switch ma ad impulso lungo. L'autrice in questo articolo descrive il trattamento del nevo di Becker partendo non dalla eliminazione del pigmento ma da quella del pelo. Poiché tuttavia il target del laser a rubino nella depilazione è la melanina, l'effetto collaterale descritto della laser-depilazione, cioè l'ipopigmentazione viene considerata come il mezzo per ottenere nello stesso tempo anche la riduzione del pigmento. Dopo tre sedute venivano osservati brillanti risultati sia nella riduzione del pelo che della pigmentazione. Pur non essendo stato usato un laser selettivo, non vengono descritti esiti cicatriziali indesiderati.

Il panorama della letteratura internazionale sul trattamento laser del nevo di Becker risulta abbastanza scarno fino al 2005, anno in cui compare una interessantissima pubblicazione del noto chirurgo plastico Mario Trelles riguardo 22 pazienti affetti da nevo di Becker, trattati per metà con laser q-switch neodimio yag e per metà con laser ablativo non selettivo erbium yag.(5)
Il lavoro di Trelles depone a favore del laser erbium. Infatti  parte la maggiore lunghezza del post operatorio (persistenza di eritema a tre mesi contro i quindici giorni del laser q-switch) depongono a favore del laser ablativo il minor numero di sedute (una contro tre) e le maggiori percentuali di schiarimento del nevo ottenuto con l'erbium. Ciò corrisponde a livello istologico ad una sostanziale differenza in quanto col laser ad erbio si ottiene un parziale distruzione del derma superficiale che manca invece col laser neodimio. Ciò che colpisce nella descrizione dell'Autore spagnolo è invece l'assoluta assenza di esiti cicatriziali nonostante sia stato usato un laser ablativo; inoltre non si fa alcun accenno ad una eventuale ricrescita del pelo nonostante all'esame istologico dopo il trattamento i follicoli piliferi appaiano conservati e nonostante entrambi i laser non costituiscano in effetti efficaci sistemi di depilazione.
In ogni caso la complessità della struttura pigmentaria del nevo di Becker spiega la sua non sempre ottimale risposta al laser selettivo e rende ragione del tentativo di trovare soluzioni diverse quale quella proposta da Trelles. Un argomento che non viene affrontato nella letteratura disponibile (invero piuttosto carente) è la stabilità dei risultati in seguito alla irradiazione UVB. Anche questo argomento potrebbe deporre a favore dell'uso di un laser non q-switch con potente attività depilatoria e azione sul melanocita con effetto puramente secondario.

Dr. Giuseppe Parodi
Dermatologo Plastico a Genova


Bibliografia.

1)Becker SW Concurrent melanosis and hypertrichosis in distribution of nevus unius lateris Arch Dermatol 1940;60:115

2)Raulin C Schoenemark MP Greve B Werner Q switched ruby laser treatment of tattoos and benign pigmented skin lesions ;a critical review Ann Plat Surg 1998 Nov 41 (5) 555-65

3) Tse y Levine Vj Mc Clain SA,Ashinoff R The removal of cutaneous pigmented lesions with the Q.switched ruby laser and the q switched neodymium : a comparative study J Dermatol Surgery Oncol 1994 20 795-800

4)Nanni CA Alster TS Treatment of Becker ‘s nevus using a 694 long pulsed ruby laser Dermatol Surg 1998 sep 24 (9) 1032 .4

5) M:A Trelles I Alones GA Moreno-Arias m Velez Becker’s nevus : a comparative study between erbium:yag and Q switches neodymium :yag;clinical and histopatholigical findings-British Journal of Dermatology 152 2 308-313

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