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di Ivano Luppino

Acne in fase attiva e laser KTP

L’acne è un’infiammazione delle unità pilo-sebacee di alcune aree del corpo, in particolare del viso, che si riscontra più frequentemente nell’adolescenza e con maggiore incidenza nei soggetti di sesso maschile.
Le lesioni acneiche sono il risultato dell’interazione tra ispessimento del follicolo, produzione di sebo e presenza di batteri (tra cui il Propionibacterium acnes   - P. Acnes) all’interno del canale follicolare.
L’acne ha inizio con la formazione del  microcomedone, gradino più basso delle espressioni acneiche. Su questa particolare condizione si inserisce l’intensa seborrea dovuta all’aumentata attività funzionale delle ghiandole sebacee; la maggiore quantità di sebo prodotta viene convertita dai batteri, attraverso la produzione di lipasi, in acidi grassi. 
Il sebo e gli acidi grassi causano una reazione infiammatoria sterile dell’unità pilo-sebacea, con formazione di  un  vero e proprio tappo, visibile con un punto nero o un punto bianco a seconda se ci sia o meno uno sbocco all’esterno.
Le pareti del follicolo, successivamente, possono rompersi e  provocare la comparsa di papule, pustole e/o noduli, quindi passando da un quadro più lieve ad uno più severo.
Benchè la fisiopatologia dell’acne non abbia praticamente più segreti, essa rimane una patologia molto diffusa e, spesso,  altamente invalidante per la vita di relazione del soggetto  che ne è affetto; in più le esigenze legate ai moderni stili di vita spingono i pazienti a cercare delle soluzioni sempre nuove che siano di rapida e sicura efficacia.
Ciò, anche, in relazione alla possibilità, non remota, della formazione di cicatrici postacneiche.
La terapia medica dell’acne può essere topica e/o sistemica; la prima si avvale soprattutto di antibiotici, di alfa idrossiacidi e di retinoidi; la terapia sistemica si avvale invece di antibiotici e di isotretinoina. 
I limiti delle terapie mediche, però sono tanti, sia per quelle a carattere topico sia per quelle sistemiche; infatti, le prime danno spesso  origine a sensibilizzazione ed arrossamenti, mentre le seconde portano spesso all’insorgenza di resistenza agli antibiotici con possibili fenomeni di intolleranza e/o fastidiosi effetti collaterali.
Da qualche tempo si è consolidata l’applicabilità, nella gestione dell’acne, di sistemi ad alta tecnologia.
Tra questi sembra possedere requisiti di risultati e sicurezza il Laser KTP.
Questa particolare emissione laser (532 nm), risulta particolarmente accettata dai pazienti  per il basso impatto sulla vita di relazione.
I pazienti, infatti, possono riprendere immediatamente le loro occupazioni,  in quanto il trattamento determina esclusivamente un rossore della durata di circa mezz’ora.
La metodologia viene personalizzata in base alle condizioni cliniche del paziente  ma in linea di massima  prevede 4-5 sedute, a cadenza variabile, della durata di circa venti minuti ciascuna.

 

Il paziente acneico viene sottoposto all’emissione laser su tutto il viso, anche se le lesioni sono visibili solo in alcune aree.
Non è richiesta alcuna anestesia in quanto il trattamento non suscita dolore.
Durante la sessione laser, viene utilizzata una particolare tecnica   del laser KTP  denominata “ paintbrush” con la quale la luce laser impatta il tessuto in modo più leggero e per ampie zone.
Ciò consentirà una maggiore dissipazione dell’energia laser e, in definitiva, maggiore accettabilità da parte del paziente. 
I risultati consolidano la posizione di questo laser indicando una riduzione del quadro acneico, nel tempo.
La percentuale complessiva di soddisfazione dei pazienti nei confronti di questa terapia è elevata in relazione alla mancanza di effetti collaterali e ai visibili miglioramenti.
La fototerapia con laser KTP, nella gestione della patologia acneica, può agire come trattamento alternativo alle comuni terapie o essere parte integrata di protocolli in cui viene associata a trattamenti consolidati.

Dr. Ivano Luppino
Dermatologo a Milano e Catania
Resp. Naz. Dipartimento Laser dell’ISPLAD

 
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