ISPLAD
ISPLADISPLAD
HOMEPAGE > News
di Giuseppe Parodi

Il flush
Seconda Parte

La gestione del paziente con flush è molto complessa e l’impostazione terapeutica non può prescindere dalla accurata anamnesi nel singolo paziente dei fattori scatenanti. Poiché non esiste un meccanismo flussogeno tipico della rosacea(1) devono essere presi in considerazione tutti i fattori in grado di produrre il flush, sia quelli legati al sistema nervoso autonomo (quindi con presenza di sudorazione) sia quelli mediati da vasodilatatori diretti. In questo ultimo caso può essere importante anche la valutazione di sintomi neurologici, quali disestesie o emicrania.

L’individuazione dell’alimento e/o della bevanda responsabile, se eseguita con successo, può portare a miglioramento della sintomatologia; tuttavia spesso può indurre nel paziente difficoltà psicologiche che aggravano la sintomatologia stessa. Inoltre esso non si presenta di facile attuazione e andrebbe eseguito con strumenti sofisticati quali la flussimetria doppler.

Il ricorso ai farmaci diventa un fatto ineluttabile quando tutte le misure preventive si sono dimostrate inefficaci o il paziente non riesce a metterle in pratica correttamente.

L’uso di farmaci sedativi molto in voga per curare il flush emozionale si è rivelato assai poco soddisfacente e a nulla serve aumentarne il dosaggio. Per quanto Wilkin abbia descritto risultati positivi(2) con biofeedback e ipnosi, i risultati migliori si ottengono in questi casi con l’uso di beta bloccanti. Lo stesso Wilkin ha descritto l’utilità del nadololo(3). Il beta bloccante più utilizzato nel ns paese è l’atenololo, che a dosaggi modesti è in grado ridurre il flush senza provocare effetti collaterali evidenti (bradicardia e ipotensione).

Il flush menopausale risponde alla terapia sostitutiva o, in alternativa, alla clonidina, un alfa litico, da utilizzare a bassi dosaggi e con cautela per evitare pericolosi rimbalzi pressori alla su a interruzione(1). Lo stesso Wilkin ha dimostrato gli effetti della clonidina sulla circolazione malare(4). Scarsi risultati sono stati invece ottenuti con la rilmenidina(8).

Un rimedio descritto da Wilkin(5) nel flush indotto dalle temperature elevate è quello di tenere in bocca degli stick ghiacciati e farli sciogliere lentamente.

La scoperta della gastrina come agente vasodilatatore e del ruolo dell’Helicobacter pilori ha portato nuovi elementi nel trattamento del flush. Infatti l’associazione di metronidazolo per os più claritromicina più un inibitore della pompa protonica si è dimostrata utile non solo nell’eradicazione dell’ helicobacter pilori ma anche nella riduzione della vasodilatazione(1). Secondo alcuni studi eseguiti con flussimetria doppler, anche l’isotertinoina per os potrebbe avere un ruolo nella riduzione della vasodilatazione(6).

L’eritrosi gia instaurata risponde invece poco a questo genere di terapia e si avvale del trattamento con laser selettivi.

Se è vero quello che è stato descritto da Dahl(7) che lo sviluppo dei batteri sulla cute del viso è regolato dalla temperatura, si può pensare che la cura del flush, riducendo la temperatura cutanea, possa in qualche modo prevenire l’insorgenza della componente papulo-pustolosa della rosacea stessa.

 

Dott. Giuseppe Parodi
Dermatologo Plastico a Genova

 

BIBLIOGRAFIA

1) A. Rebora, Rosacea Testo Atlante, Pragma Editrice.

2) Wilkin, Biofeedback training in the therapy of flushing, Cutis 1983 31 (1) 74-75.

3) Wilkin, Effect of nadolol on flushin reactions in rosacea, Mil. Med. 1986 122 63-65.

4) Wilkin, Effect of subdepressor clonidine on flushing reactions in rosacea.Change in malar thermal circulation index during provoked flushing reactions, Arch. Dermatol. 1983 119 211-214.

5) Wilkin, Oral thermal-induced flushing in erythematoteleangiectatic rosacea, J. Invest. Dermatol. 1981 76 15-8.

6) Irvine C., Kumar P., Marks R., Isotretinoin in the treatment of rosaceainophyma. In: MarksR, PlewigG, editors. Acne and related disorders: proceedings of an international symposium London: Martin Dunitz; 1988. p. 301-5.

7) Dahl et al., Temperature regulates bacterial protein production: possible role in rosacea, J. American Acad. Vol. 50 N 2 2004.

8) E. Grosshans, Rilmenidine dans la rosacee: etide en double insu contre placebo, Ann. Dermatol.Veneorol. 1997 124 687-691.
Torna alla pagina precedente

© 2000-2017 ISPLAD International Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology. Tutti i diritti riservati. * Powered by Be Wide