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Recentemente è stato presentato a Milano, dai Laboratoires Innéov, uno studio che affronta l'interazione tra l'alimentazione e la salute dei capelli.
Vi presentiamo di seguito la relazione presentata dalla Prof.ssa Antonella Tosti, Dermatologa alla Clinica Dermatologica dell'Università di Bologna.
di Antonella Tosti
INTERAZIONI TRA ALIMENTAZIONE E CAPELLO
Esistono numerose evidenze e studi che dimostrano una correlazione certa tra stato di nutrizione e stato dei capelli. In particolare è ben noto il ruolo degli aminoacidi, di tutte le vitamine e dei sali minerali.
Gli aminoacidi
Gli aminoacidi sono sicuramente indispensabili alla costruzione del capello, ed in modo più specifico la cistina, la cisteina, la metionina, gli aminoacidi solforati in genere.
Recentemente è stato evidenziato anche un ruolo protettivo svolto sul bulbo pilifero dalla taurina, di cui erano già note le interazioni con il tessuto connettivo. La taurina ed il suo prodotto di reazione con ipoclorito influenzano la sintesi del collageno, come indicato da studi sulla fibrosi cistica e sulla cicatrizzazione. In particolare nello studio sul follicolo pilifero viene dimostrata l’inibizione della iperproliferazione dei fibroblasti e dell’incorporazione di prolina.
Dato che vi è un rapporto diretto fra stato nutrizionale e sintesi delle cheratine dure dei peli e delle unghie, diete restrittive o mal equilibrate possono essere causa di debolezza strutturale, malformazione e caduta dei capelli.
Bradfield ha dimostrato su volontari sani sottoposti a dieta aproteica che il diametro del bulbo dei capelli si riduce notevolmente dopo soli 11 giorni seguito, verso il 14°, da marcata riduzione del pigmento melanico e, infine, dopo qualche settimana, da atrofia prima e perdita poi delle guaine del follicolo pilifero.
E’ importante notare che queste alterazioni del bulbo e dello stelo del capello si verificano quando ancora non sono evidenti segni ematici di carenza proteica, quasi che l’organismo, finalisticamente, risparmiasse le proteine per le funzioni essenziali togliendole a tutte quelle sintesi di cui può fare a meno.
Gli esami del sangue, se normali, non garantiscono pertanto l’assenza di carenze proteiche e di minerali a livello del capello. Una modesta trazione sul capello provoca, dopo dieta aproteica, la rottura intrafollicolare del fusto dimostrando un difetto dei sistemi di “ancoraggio” e una riduzione della tipica elasticità.
Il capello presenta generalmente alterazioni abbastanza caratteristiche che evidenziano temporanei rallentamenti di attività delle cellule della matrice (sia per periodi brevi che più prolungati): diametro ridotto, bulbi piccoli, restringimenti medio o soprabulbari.
Gli Oligoelementi
Il 4% del peso del corpo umano (cioè circa 2,5-3 Kg) è rappresentato da minerali. Un adulto contiene circa 1200 gr di calcio, 68O gr di fosforo, 150 gr di potassio, 7O gr di sodio, 21 gr di magnesio, 5 gr di ferro.
I minerali svolgono funzioni importantissime senza le quali nessuna vita sarebbe possibile.
Infatti i metallo-enzimi perdono completamente le loro capacità reattive se privati dell'atomo di metallo a cui sono legati.
Anche se è ancora poco noto il ruolo specifico svolto da tutti gli oligoelementi, è più che probabile che vi siano decise correlazioni tra qualità e quantità di minerali ed elementi traccia con lo stato di salute dei capelli.
ZINCO
Una carenza di zinco è causa frequente, specie nella donna, di telogen effluvio cronico.
Quando la zinchemia è inferiore a 0,6 mg/L la caduta di capelli, con l'aspetto clinico del telogen effluvio cronico, è costante. Una carenza di zinco potrà essere causata o da apporto alimentare insufficiente o da un difetto di assorbimento intestinale ed è spesso accompagnata da carenza di ferro e di magnesio. Il riscontro di una iposideremia quando cadono i capelli deve far sospettare una concomitante carenza di zinco, che sarà poi messa in evidenza dal dosaggio del metallo nel siero.
L'organismo umano contiene circa 1-2,5 mg di zinco presente soprattutto nelle ossa, nei denti, nella pelle, nel fegato, nei muscoli e nei capelli (che possono anche essere usati per valutare con "mineralogramma" lo "status" generale dello zinco). Lo zinco è indispensabile per la crescita corporea, per i processi riparativi dei tessuti, è importante per una normale risposta immunitaria, interviene come cofattore anche nella sintesi dei collagene, agisce come cofattore in oltre settanta reazioni enzimatiche conosciute ed è presente nella molecola di circa cento metalloenzimi.
L'assorbimento dello zinco si attua a livello duodenale ed intestinale con meccanismo attivo, ad opera di una proteina trasportatrice che lo veicola attraverso la parete intestinale
La carenza di zinco provoca disturbi gravi in tutti gli organismi viventi. L'uomo soddisfa il suo fabbisogno, di circa 15 mg al giorno, attraverso una alimentazione variata, infatti lo zinco è contenuto nella carne, nel pesce, nei cereali e nei legumi.
In base a parecchi studi fatti in USA, in Europa ed in Canada si è visto che una non piccola percentuale di bambini al di sopra dei 4 anni ha un basso livello di zinco, associato con scarso appetito, ridotto accrescimento ed alterazioni del gusto.
Pare proprio che la presenza di ipozinchemia sia frequente e pressoché diffusa come la carenza di ferro.
Potrebbe essere responsabile di tale deficit un alto consumo di latte che è un alimento carente di zinco. Comunque sia, nella maggior parte dei casi la carenza di zinco è moderata e causata da apporto insufficiente, più raramente è secondaria a patologie da malassorbimento.
Ricordiamo, inoltre, che alcuni farmaci possono provocare un deficit di zinco determinando una soppressione dell'assorbimento, aumentandone l'escrezione o interferendo con nutrienti ad azione sinergica come la vitamina B6 ed il magnesio. questi farmaci sono:
- etambutolo ed isoniazide
- anti MAO
- corticosteroidi
- diuretici tiazidici
La zinchemia normale è di 0,7-1,5 mg/l di siero.
FERRO
Il ferro è presente nel corpo umano nella quantità di 4-5 gr, tre quarti dei quali utilizzati per la formazione di emoglobina, metallo-proteina essenziale per il trasporto dell'ossigeno ai tessuti.
Viene introdotto nell'organismo con gli alimenti sia animali che vegetali e la vitamina C ne favorisce l'assorbimento.
Il ferro è presente nella composizione chimica del capello ed è ovviamente necessario alla vita del cheratinocita perché, in carenza di ossigeno, la catena respiratoria mitocondriale rallenta e conseguentemente diminuisce la produzione di energia, sotto forma di ATP, necessaria alle sintesi proteiche.
E' ormai diventato frequente l’uso di somministrare ferro a chi perde i capelli e in effetti vi è concordanza nel ritenere che la carenza di ferro, anche in assenza di anemia, possa essere causa di defluvio generalizzato in telogen.
Comunque l'iposideremia è una condizione molto comune ed è quindi facile la sua associazione, più o meno fortuita, con un defluvio. Se comunque viene scoperta una deficienza di ferro in chi perde i capelli, questa deve essere trattata. Inoltre è importante ricordare che, come già detto, una deficienza di ferro (iposideremia) è spesso spia della carenza di altri metallo-ioni come zinco e magnesio.
La sideremia normale oscilla fra 0,6 e 1,5 mg/ml di siero, ma è suscettibile di variazioni fisiologiche in rapporto a svariate condizioni: età, sesso, gravidanza, lavoro muscolare, ecc. Il fabbisogno giornaliero di ferro si aggira sui 18-20 mg.
Prof.ssa Antonella Tosti
Clinica Dermatologica, Università di Bologna
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