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I fanghi in Dermatologia Plastica Termale
Le nostre cellule sono in gran parte costituite da acqua come la nostra pelle, che avvolge e protegge l’organismo e interagisce continuamente con l’ambiente esterno. Conosciamo istintivamente, e da millenni, i grandi benefici ottenibili dal contatto e dall’immersione nelle acque termali.
In questi anni si sta assistendo ad un rilancio del termalismo su basi nuove: non più solo cure per le patologie, ma, sempre più, prevenzione e trattamento intensivo degli inestetismi cutanei grazie alla sinergia con gli sviluppi e le ricerche nel campo della dermatologia plastica e della moderna cosmetologia che contribuiscono alla elaborazione di programmi di trattamenti integrati scientificamente validi ed efficaci.
A svariate acque termali è stata riconosciuta azione detergente, antinfiammatoria, decongestionante, antipruriginosa, levigante. Sono utilizzate, mediante bagni, nebulizzazioni, docce filiformi e idromassaggi, nel trattamento di numerose malattie cutanee tra cui dermatiti da contatto, dermatite atopica, e psoriasi.
In dermatologia plastica i fanghi termali sono molto importanti: applicati come cataplasmi o maschere, durante i soggiorni nelle beauty farm termali, possono risultare utili in vari inestetismi tra cui la seborrea, la dermatite seborroica, l’acne e la cellulite.
Il fango termale è composto da acqua minerale (o marina) e da argilla miscelate. In esso sono però anche presenti batteri, alghe, e sostanze di varia natura ad azione biostimolante.
Il fango viene applicato sulla cute ad una temperatura molto vicina a quella corporea. Lo strato di fango ha uno spessore, generalmente, di 3-4 mm.
Il fango termale cede così alla pelle i suoi elementi specifici (acqua, sali minerali, biostimoline).
L’applicazione della maschera/impacco generalmente ha una durata di 20’ durante i quali il fango tende ad essiccarsi all’aria. Le argille hanno una forte azione adsorbente e con la perdita dell’acqua perdono volume e tendono a contrarsi: si ha così anche un effetto di peeling meccanico, cioè una vera e propria esfoliazione meccanica dello strato corneo superficiale che risulta in una gradevole sensazione di maggiore levigatezza cutanea.
La maschera viene poi asportata con acqua termale nebulizzata o con doccia filiforme.
Nella cellulite, in particolare, sono utili i fanghi freddi, salsobromoiodici e sulfurei, al fine di stimolare il microcircolo e l’attivazione dei meccanismi di termoregolazione che, attraverso l’azione degli ormoni tiroidei, favoriscono la lipolisi; inoltre si sfruttano le proprietà antinfiammatorie e leviganti delle acque e l’incremento degli scambi tessutali con la conseguente azione detossificante. E’ sempre utile abbinare trattamenti dermoplastici complementari come la microterapia.
Applicazioni di maschere facciali a base di fango sulfureo hanno azione batteriostatica ed esfoliante e sono molto validi nei trattamenti antiacne e nella seborrea.

Dott. Francesco Antonaccio
Dermatologo plastico, Parma
Responsabile ISPLAD Dipartimento Terme e Beauty Farm

Dott.ssa Beatrice De Carne
Chimico cosmetologo, Parma
Socio SICC
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