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di Pasquale Marinaro

Pelle sana: l'idratazione cutanea
di Pasquale Marinaro
Nel mese di Marzo, l’ISPLAD è impegnata in un’indagine conoscitiva, a carattere nazionale, della fisiologia cutanea. Osserviamo insieme i meccanismi omeostatici che stanno alla base di una delle proprietà più conosciute della cute:

L’IDRATAZIONE CUTANEA
Il derma è particolarmente ricco di acqua: contiene, infatti, circa il 70% della riserva idrica dell’intera cute.
Il contenuto idrico del derma è poco influenzabile dagli eventi esterni. Esso dipende principalmente dall’efficienza della sintesi proteica da parte dei fibroblasti e dallo stato di idratazione dell’intero organismo. In casi di disidratazione sistemica, la riserva dermica diventa la prima fonte dalla quale attingere per sopperire alle carenze idriche.
Quando la riserva dermica si impoverisce, generalmente è dovuto all’alterazione qualitativa e quantitativa delle molecole deputate a legare l’acqua. E’ tipico il caso del fotodanneggiamento cronico, nel quale le strutture dermiche sono alterate dalle radiazioni UV e perdono la capacità di trattenere l’acqua.

Epidermide
L’acqua dell’epidermide proviene dal sottostante derma; non è ancora stato chiarito perfettamente il meccanismo di regolazione del flusso idrico che attraversa la membrana basale. Tuttavia, una corretta idratazione dell’epidermide e dello strato corneo è possibile solo se l’apporto idrico dal derma è sufficiente a bilanciare le perdite insensibili e se la capacità di idroritenzione dei comparti superiori della cute risulta valida e costante.

Strato corneo
Lo strato corneo della cute è solo apparentemente una struttura arida. In realtà il suo contenuto in acqua è piuttosto elevato; in condizioni normali è compresa tra il 20 e il 35%. L’acqua, insieme alle proteine e ai lipidi, conferisce allo strato corneo le sue indispensabili caratteristiche di morbidezza, flessibilità ed elasticità, necessarie in quanto il corneo deve adattarsi ai movimenti dei muscoli e delle articolazioni. Quando lo stato di idratazione dello strato corneo scende al di sotto del 20%, la superficie cutanea diventa secca e ruvida, la sua elasticità si riduce in maniera evidente e si osserva un processo di desquamazione e fissurazione.
L’acqua contenuta nel corneo è in parte associata alle proteine dei cheratociti, in parte ai lipidi interlamellari, in parte si trova libera, in forma di vapore.
L’acqua libera diffonde dal derma verso l’esterno; tale flusso è detto anche Trans Epidermal Water Loss (TEWL); insieme all’azione delle ghiandole sudoripare eccrine, il TEWL contribuisce all’omeostasi termica dell’organismo. L’intensità di questo flusso di vapore acqueo dipende dallo spessore dello strato corneo e dall’integrità delle sue componenti lipidiche e proteiche. Infatti, la TEWL è un parametro che riflette l’integrità della funzione di barriera della cute; è superiore al normale nei casi di Xerosi cutanea causata dall’età o dalla dermatite atopica e quando si altera artificialmente la composizione dello strato corneo.
Il 35-38% dell’acqua contenuta nello strato corneo è legato alle proteine di membrana dei corneociti e ai lipidi interlamellari. Le proteine più importanti sono la cheratina, l’involucrina, la fillagrina e la loricrina: esse contribuiscono a costituire lo scheletro dei corneociti ed hanno la capacità di legare molecole di acqua.
E’ ormai chiaro, tuttavia, che i principali responsabili dell’effetto barriera dello strato corneo (permeabilità selettiva) sono i lipidi che lo compongono.
I lipidi dello strato corneo sono essenziali per trattenere la giusta quantità d’acqua nella cute e per regolare la TEWL (effetto barriera). La proprietà di trattenere l’acqua nel corneo dipende prevalentemente dalla presenza delle ceramidi, che hanno una funzione di deposito idrico. L’acido linoleico ha un ruolo chiave nella sintesi dei lipidi di barriera; in animali sottoposti a dieta carente di amminoacidi essenziali si è dimostrata un’alterazione della struttura lipidica dello strato corneo.
In studi sull’uomo si è evidenziato che alla dermatite atopica è associato un significativo decremento dei lipidi totali (in particolare delle ceramidi).

Dott. Pasquale Marinaro
Dermatologo Plastico a Monza
Responsabile Regionale ISPLAD Lombardia
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