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di Mariuccia Bucci

Integratori alimentari: alimenti o farmaci?
di Mariuccia Bucci
In tutti i paesi tecnologicamente avanzati cresce la domanda di particolari prodotti che non sono dei farmaci, ma che vengono reclamizzati come utili per mantenere un buono stato di salute.

Questi prodotti prendono i nomi più vari: nutraceutici, integratori dietetici, integratori alimentari, alimenti funzionali (functional food), cosmetofood.

In Italia vengono denominati integratori alimentari.

Negli anni ’90 nel settore Food sono stati definiti “nutraceutici” i prodotti alimentari arricchiti di vitamine e principi attivi che “fanno bene alla salute”, dai cereali fortificati con calcio alle bevande nutritive ed integratrici per lo sport, alle caramelle arricchite con vitamine ed antiossidanti, etc.

Secondo recenti stime il mercato potenziale di tali prodotti si aggirerebbe intorno ai 250 miliardi di dollari, cioè quasi un terzo del mercato farmaceutico globale.

Ma i nutraceutici sono davvero nutrienti speciali a dimostrata attività salutistica? Hanno sicuramente attività benefica: se, ad esempio, il betacarotene da solo può creare problemi, miscele di carotenoidi hanno attività fotoprotettiva incredibile, e così via. Una cosa è certa, gli integratori alimentari funzionano e vanno molto di moda!

Modificare le proprie abitudini di vita è sicuramente la politica più efficace, ma spesso anche la meno praticabile. In alternativa vengono utilizzati gli integratori alimentari, che propongono mix calibrati di sostanze fitoterapiche o omeopatiche, vitamine, sali minerali, etc. essenziali per il mantenimento di un buono stato di salute. Sicuramente un apporto quotidiano di tutti questi elementi non è da consigliare soprattutto se non si segue una dieta particolarmente accorta.

Si tratta di rimedi molto aspecifici che non tengono in nessuna considerazione della condizione di base del paziente (fatta eccezione per quelli “preparati su misura” con formulazioni galeniche dal medico).

Inoltre spesso vengono presentati in dosaggi adatti per una singola assunzione giornaliera. Anche se indubbiamente comoda, questa forma è abbastanza innaturale. Per tipologia di assorbimento e necessità organiche, le vitamine ed i minerali andrebbero assunti almeno in due o tre somministrazioni cadenziate (mattina e sera) in modo da garantire una presenza costante nelle 24 ore.

Un altro problema è rappresentato dalla presenza di vitamine e minerali anche in altri integratori o bevande presi contemporaneamente; il che rende difficile calcolarne la reale quantità assunta in una giornata. Questo non è un problema da poco, infatti, alcune vitamine, a dosaggi eccessivi, possono perdere le loro caratteristiche positive. La vitamina E, ad esempio, che in giusti dosaggi è uno dei più potenti antiossidanti naturali, se presa in eccesso e non associata ad adeguate dosi di vitamina C, può paradossalmente incrementare l’azione dei radicali liberi. Anche per i minerali vale lo stesso ragionamento. Il selenio, di cui spesso si vantano le proprietà antiossidanti ed antinvecchiamento, se preso in quantità eccessive è abbastanza tossico.

Pertanto è indispensabile ricorrere sempre alla guida di uno specialista per impostare una strategia preventiva antinvecchiamento personalizzata, oppure per definire una corretta integrazione per la ritenzione idrica o per la cellulite o per migliorare il tono muscolare, oppure per risolvere la fragilità ungueale o la caduta dei capelli.

D.ssa Mariuccia Bucci
Dermatologo Plastico a Sesto S. Giovanni e Milano
Consigliere ISPLAD
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